9 pensieri su “Consigli dei lettori

  1. consiglio di leggere l’Armata perduta di Valerio Massimo Manfredi. Lasciatevi catturare da una rilettura al femminile dell’aAnabasi di Senofonte (senza Senofonte e le sue pedanterie), avvolti dall’atmosfera di avventura e dal desiderio di scoprire un mondo nuovo. Se vi è piaciuto Alexandros dello stesso autore, questo romanzo vi ricondurrà nel mondo persiano con gli occhi di una fanciulla che di quell’impero è suddita e si innamora di uno scrittore greco.

  2. Sto leggendo le ultime pagine di ‘Agostino’, un romanzo di Alberto Moravia. Racconta di un ragazzetto che si trova ad attraversare il sentiero talvolta angoscioso e lasso, talaltra esplosivo e suggestionante, che dall’età infantile lo condurrà nel mondo adolescenziale. Un’iniziazione alla vita dei più grandi, alla scoperta di sé e di una sessualità appena sbocciata. Tutto cambia, la madre non è più quell’irremovibile esempio di castità e dedizione familiare, i vecchi compagni di buona famiglia iniziano ad annoiarlo. Alla fine Agostino prende una decisione i cui esiti ancora non conosco e non vedo l’ora di leggerli. Vi anticipo quel che so: Agostino conosce un suo coetaneo, tale Tortima, più esperto di lui in certi affari di donne, e decide di entrare con lui in una ‘casa di tolleranza’ per fare il primo esperimento d’amore…
    Grande Moravia. Piacevole stile dal sapore antico.

  3. Esercizi di stile di Raymond Queneau. Chi vuole scrivere legga questo libro tradotto da Umberto Eco. Si tratta di una breve storia narrata e rinarrata un centinaio di volte utilizzando stili diversi. Stili pazzeschi talvolta. Dal linguaggio aulico a quello più becero. Uno scrigno di parole interessanti da sperimentare nel proprio lessico. Ecco alcune che mi sono segnato: locupletare, baccagliare col vicino, parole selette, il bottone superno del tuo ferraiuolo, ecc. Dovete leggere lo stile volgare a pagina 91…da ridere!
    Questa estate si leggerà tantissimo. Aspetto vostri consigli. Ciao
    http://www.alessandromascia.blogspot.com

  4. Consiglio per Alessandro: Queneau era (è ) un surrealista, naturalmente della scuola (e del Manifesto) di Breton. Tutto quello che si scrive di lui non può prescindere dalla sua formazione “filosofica” la quale, naturalmente, si poneva al di sopra della realtà, quella che gli permetteva di dilegiare Anatole France con un linguaggio che, oggi, provocherebbe l’ira dei bempensanti e cento querele. Circa il linguaggio, che naturalmnte è quello che colpisce, ti consiglio di leggere del Queneau il suo stupendo Zazie nel Metrò (dal quale è stato tratto un bellissimo film), e naturalmente almeno la Storia e Antologia del Surrealismo di Maurice Nadeau (e li troverai anche il Manifesto del Surrealismo, che sulle espressioni idiomatiche la dice lunga. Il Futurismo di Marinetti, insulso di per sé, è morto perché viveva il Surrealismo, più vicino alla coscienza e alla intelligenza dell’Uomo.

  5. ciao italo, grazie per il consiglio. zazie nel metrò l’avevo già acquistato. è in lista d’attesa perché, nel frattempo, mi sono dato alla letteratura umoristica (campanile, amurri, guareschi, woody allen). a ogni modo ne ho letto un altro di queneau: i fiori blu. molto stimolante. ho anche scritto un racconto a seguito di questa lettura. ovviamente utilizzanzo uno stile surrealista.
    se vogliamo contattarci, la mia mail è alessandromascia@hotmail.it
    ciao

  6. Apro per caso una mail di Libreria Mondadori Augusta, e trovo un mondo che non conoscevo. Di norma Mondadori mi interessa per la sua attività di promozione di nuovi “astri” sorgenti nel firmamento della “letteratura” di casa nostra, per la possibilità che mi dà di acquistare libri senza ricorrere alle librerie siracusane o catanesi, e di vendere qualche mio volume di archeo-paletnologia del nostro martoriato territorio. Leggendo una nota di Alessandro (che mi sembra di non conoscere), avverto qualcosa di nuovo oggi nel sole: un Alessandro, credo residente ad Augusta, il quale conosce Queneau, Guareschi, Allen… strabiliante ad Augusta! Ma, leggendo semepre più sopra FELIX, scopro (da lui) una certa pedanteria (sic!) in Senofonte e la sua nota Anabasi. In verità non l’ho mai intuita, né l’ho notata nelle Elleniche e qui mi fermo. Vuole spiegarmi Felix cosa intende per pedanteria in Senefonte?

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