“Figlia del silenzio” di Kim Edwards

  

di DANIELA DOMENICI

   

  

Copia di figlia del silenzio.jpgDa maggio 2006, quando è uscito, a marzo 2007 ha venduto tre milioni di copie nel mondo col solo “passaparola” e “si è presto trasformato in un piccolo miracolo…sa toccare il cuore” come scrive, nella sua bellissima recensione su “La Repubblica”, Silvana Mazzocchi.
Parliamo di “Figlia del silenzio”, in inglese “The Memory Keeper’s Daughter”, letteralmente “La figlia di colei/colui che mantiene la memoria”, di Kim Edwards, pubblicato per la prima volta in Italia dalla Garzanti nel maggio 2007, sette ristampe nello stesso anno e all’inizio di quest’anno nella collana Elefanti Bestseller.
Chi ve ne parla ha iniziato a leggere questo libro, senza immaginare quanto coinvolgimento ne avrebbe ricevuto, e l’ha terminato in sole 24 ore nonostante la mole non indifferente, 418 pagine, l’interlinea ridotta e, di conseguenza, un numero di righe per pagina maggiore del solito, 40, constatando la veridicità delle parole sia di Silvana Mazzocchi che quelle di Cristina Taglietti del “Corriere della Sera”, ambedue in quarta di copertina. Taglietti riassume così il contenuto di questa “opera prima” della Edwards così: “E’ una riflessione su quella che siamo abituati a considerare normalità, sul destino, sul caso, su come le decisioni di un momento possa cambiare le vite di molte persone”.
E’ una storia che coinvolge come un bel film (infatti ne sono stati già venduti i diritti cinematografici), la scrittura scorre fluidissima, grazie anche alla splendida traduzione di Luciana Crepax, e sono tanti gli elementi che contribuiscono a renderla appassionante. Intanto la perfetta contrapposizione tra la storia della vita, pubblica e ufficiale, della famiglia di David Norah e Paul e quella, più nascosta e segreta, di Caroline, Phoebe e Al, legati da un segreto di cui solo David e Caroline sono a conoscenza e che determinerà il corso delle loro vite e di quelle delle persone da loro amate.
Un altro elemento che affascina e commuove è la descrizione di come si possa far crescere serenamente un bambino con la sindrome di Down (una bambina la protagonista del romanzo) rendendolo autonomo e autosufficiente in grado, quindi, di inserirsi e vivere nella società con gli altri.
Ci ha colpito, per motivi strettamente personali, anche il modo in cui viene trattato il tema dellla “duplicità”, dell’essere gemelli che hanno condiviso per nove mesi lo stesso “ambiente” che dà loro un’impronta, una sintonia, diremmo una telepatia, che li tiene legati anche a distanza.
Non vi vogliamo dire altro per non togliervi il piacere di assaporare e venire rapiti (lo speriamo) come lo siamo stati noi da questo romanzo della Edwards che, ci auguriamo, ce ne regali presto un altro.

“Figlia del silenzio” di Kim Edwardsultima modifica: 2009-08-07T12:32:00+02:00da mondadori_au
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